Tredici (13 Reasons Why), una serie sopravvalutata

Hannah Baker è una grandissima paraculo e Tredici (13 Reasons Why nella versione originale) è una delle serie più sopravvalutate degli ultimi anni. Lasciate che vi spieghi il perché di questa mia affermazione.

Titolo: 13 Reasons Why
Formato: Serie TV
Episodi: 13
Durata: 50-70 min (episodio)
Paese: Stati Uniti
Ideatore: Brian Yorkey
Soggetto: Jay Asher
Rete: Netflix
Anno: 2017
Genere: teen drama
Lingua originale: Inglese
Cast: Katherine Langford, Dylan Minnette, Christian Navarro, Alisha Boe, Miles Heizer, Michele Selene Ang, Brandon Flynn, Justin Prentice, Ross Butler, Devin Druid, Kate Walsh, Brian d’Arcy James, Amy Harhreaves, Derek Luke, Joseph C Phillips

La serie racconta di Clay Jensen, un giovane studente della Liberty High, che, tornando da scuola, riceve un pacco contenente 13 audiocassette. Ascoltandole, il giovane scopre che su quei nastri sono incise le ragioni che hanno spinto Hannah Baker, una sua compagna di scuola, a togliersi la vita.

Tredici non è solo una serie terribilmente sopravvalutata, ma trasmette pure un messaggio assolutamente sbagliato!

Prima di demolire in ogni modo questa serie TV, voglio spendere un paio di buone parole per ciò che, oggettivamente parlando, funziona. In primis, la scelta del cast, in particolare gli attori scelti per interpretare gli studenti della Liberty High, i cui ruoli sembrano cuciti su misura.

Anche la fotografia, insieme ad alcune scelte registiche, funziona molto bene, soprattutto se si considera il prodotto con cui si ha a che fare ed il pubblico a cui questo è rivolto.

Nonostante questo, Tredici è una serie davvero lenta: 13 episodi, da 55 minuti l’uno (in media) per un totale di quasi 11 ore, sono davvero tanti.

No, il suicidio non è mai la soluzione!

Il messaggio che, almeno in prima analisi, traspare guardando questa serie è che il suicidio sia la soluzione, che quando qualcosa va storto sia sempre colpa degli altri e che, quindi, sia loro dovere agire cambiare le cose.

Sì, perché quante volte Hannah ripete la frase “Lui sapeva, ma non ha fatto nulla”? Questo atteggiamento, poi, diventa ancora più evidente nell’ultimo episodio, quando la giovane si rivolge al counselor della scuola per chiedere l’allontamento di Bryce.

Peccato che Hannah esordisca più o meno così:

Lei deve allontanare dalla scuola una persona perché ha fatto una cosa terribile!

Senza fare nomi, senza nemmeno accennare a questa cosa terribile (che, per carità, è terribile, nessuno può negarlo) perché

Lei, signor Porter, sa di chi sto parlando!

E sì: lo stupro è un gesto terribile, un crimine per il quale nessuna pena sarà mai abbastanza. Purtroppo, però, senza una denuncia formale (per la quale occorre fare nomi o, per lo meno, raccontare quanti più dettagli si ricordino), non si può fare nulla. Ed è questo, di fatto, ciò che il counselor cerca di fare capire ad Hannah.

Gli adolescenti: poeti maledetti ed uniche forme di vita intelligenti

Tanti hanno riconosciuto a Tredici il merito di aver rappresentato gli adolescenti per quello che sono davvero, ridando loro la dignità che l’industria dell’intrattenimento ha tolto. È stata questa, lo ammetto, una delle ragioni principali che mi ha spinto ad iniziare questa serie.

Beh, si sbagliavano! Qui gli adolescenti non vengono rappresentati per quello che sono davvero, assolutamente no! Qui gli adolescenti sono rappresentati per quello che, molti di loro, credono di essere: e così arrivano questi poeti maledetti, sempre cupi, sempre tormentati, sempre incazzati con la vita.

E, ancora una volta, questo atteggiamento è particolarmente evidente in Hannah che, appena arrivata alla Liberty High (e che problemi vuoi che abbia una ragazza appena arrivata in una nuova scuola, se non i soliti problemi di inserimento che tutti i ragazzi appena trasferiti hanno?), beve caffè insieme a Jessica e Alex (e, quindi, ha pure già legato con qualcuno) al grido di “Fanculo la vita!”.

Fanculo la vita!

Perché sì, se sei un adolescente, la vita deve farti schifo per forza, anche se va tutto bene, anche se hai degli amici che ti supportano e dei genitori che spendono quei pochi soldi messi da parte per comprarti l’auto.

Poeti maledetti, insomma, nonché uniche forme di vita intelligenti, circondati da adulti più stupidi di un uomo delle caverne.

Gli adulti scoprono il bullismo

Perché Tredici non solo non ridà agli adolescenti la dignità perduta, ma la toglie pure agli adulti, che sembrano cadere dalle nuvole dopo la morte di Hannah Baker. Prima della morte della ragazza, nessuno (nemmeno i suoi genitori), sospettava che all’interno della scuola potessero verificarsi atti di bullismo.

Dopotutto, nelle scuole americane il bullismo non esiste affatto, tranquilli! In una società dove vai avanti solo se sei bello, ricco e bravo nello sport, nessuno cercherà mai di prevaricare sugli altri, assolutamente!

Hannah Baker: paraculo e bulla!

Ma, come ho già detto all’inizio, il vero problema di questa serie è proprio la sua protagonista: Hannah Baker.

Hannah è una grandissima paraculo, convinta che tutto il mondo ruoti attorno a lei e che siano gli altri a dover risolvere i suoi problemi.

Tu lo sapevi, ma non hai fatto nulla!

E non è solo una paraculo, ma anche (e soprattutto) una scaricabarile! Tace dopo aver assistito alla violenza ai danni di Jessica, non interviene, giustificandosi dicendo di essere stata troppo spaventata per fare qualcosa (e ci sta, ci mancherebbe altro). Però dedica comunque una seconda audiocassetta a Justin, accusandolo di non aver fatto nulla per salvare Jessica che, all’epoca dei fatti, era la sua ragazza.

Perché Justin non può avere paura, lui è un uomo!

Non contenta, dopo aver taciuto su questa violenza, attacca un pippone allucinante con un’altra sua amica, rea di avere divelto un segnale stradale.

Sì, è vero: il cartello abbattuto porta alla morte di un altro ragazzo (nonostante la linea d’arresto fosse ben visibile sull’asfalto, cartello o non cartello). Anche l’aver taciuto sulla violenza ai danni di Jessica, però, porta ad un’altra violenza.

Paraculo, scaricabarile e anche bulla, Hannah non si lascia sfuggire nulla. Non perde occasione per sminuire Clay, per farlo sentire inadatto e alla festa a casa di Jessica lo respinge per poi dedicargli un’audiocassetta in cui lo accusa di non averla amata abbastanza. Ride in faccia a Tyler, il fotografo, quando la invita ad uscire con lui e, davanti a tutta la scuola, prende a male parole Zach (la cui unica colpa è di essere amico di Justin e Markus) dopo che questo aveva cercato di parlarle.

In definitiva, Tredici è una serie sopravvalutata e terribilmente sbagliata. In tutta onestà non riesco a capire come Netflix abbia potuto rinnovarla per una seconda stagione (uscita quest’anno) ed una terza, prevista per il 2019.

Guarda Tredici in streaming su Netflix

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