Il caso Spotlight, che cosa posso dire?

Innanzitutto, comincio col scusarmi per questa lunghissima assenza, ma devo dire che ci ho messo davvero tantissimo tempo per trovare le parole giuste per parlare di questo film. E, a dirla tutta, ciò che state per leggere continua a non soddisfarmi appieno. Ma, bando alle ciance, ecco il mio commento a Il caso Spotlight, film del 2015, per la regia di Tom McCarthy, vincitore del premio Oscar come miglior Film e Miglior sceneggiatura originale.

Titolo: Spotlight
Lingua originale: Inglese
Paese: Stati Uniti
Anno: 2015
Durata: 128 minuti
Genere: biografico, drammatico, thriller
Regia: Tom McCarthy
Sceneggiatura: Tom McCarthy, Josh Singer
Produttore esecutivo: Michael Bederman, Bard Dorros, Jonathan King, Peter Lawson, Xavier Marchand, Pierre Omidyar, Tom Ortenberg, Jeff Skoll, Josh Singer

Casa di produzione: Anonymous Content, Participant Media, Rocklin / Faust
Distribuzione: BiM Distribuzione
Cast: Mark Ruffalo, Micheal Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery, Stanley Tucci, Brian d’Arcy James, Jamey Sheridan, Billy Crudup, Paul Guilfoyle, Len Cariou

Giudizio: Evito di scrivere un riassunto della trama non perché non ne abbia voglia (in realtà anche per questo), ma perché si tratta di un film biografico che racconta fatti realmente accaduti, per capire i quali è sicuramente meglio leggere Wikipedia che non un Diario di un mezzo nerd

Dicevo, “Il caso Spotlight” racconta fatti realmente accaduti, nello specifico l’indagine del team Spotlight, giornalisti del Boston Globe, riguardo casi di pedofilia da parte di esponenti ecclesiastici avvenuti, appunto, a Boston. E racconta questi fatti in maniera molto diretta, senza troppi fronzoli. E, lasciatemelo dire, è proprio il punto di forza di questo film. Non siamo davanti a qualcosa di esagerato, romanzato e, come mi piace dire, hollywoodiano. Anzi, è vero il contrario.

Anche il comparto tecnico sembra spingere in questa direzione, con una regia semplice, caratterizzata soprattutto da primi piani che inquadrano l’attore che sta parlando in quel momento, ed una fotografia il cui colore prevalente è il bianco.

Comunque, ciò che più mi ha colpito di questo film è il modo in cui sono stati caratterizzati i personaggi.
Solitamente, di un personaggio ci viene presentato il suo passato attraverso i più disparati espedienti (flashbacks, il personaggio stesso che racconta, dialoghi…). In Spotlight tutto questo non avviene. I protagonisti li conosciamo attraverso il modo in cui reagiscono a ciò che scoprono andando avanti con le indagini. Ognuno di loro reagirà in modo diverso e le scoperte a con cui avranno a che fare nel corso delle indagini avranno un peso notevole sulle loro vite. E, proprio per questo motivo, non è stato difficile empatizzare con ognuno di loro.

In definitiva, Il caso Spotlight mi è piaciuto tantissimo e trovo che l’oscar come Miglior Film sia meritatissimo, eppure se mi dovesse venire chiesto “Che cosa ti è piaciuto di più in questo film?” avrei serie difficoltà nel dare una risposta, e non riesco a capire il perché.

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