Sharknado 4, il risveglio del trash!

Il 19 agosto, giorno in cui uscirà il sesto ed ultimo capitolo della saga con gli squali volanti più amata del mondo, si avvicina. Ecco, quindi, la mia personalissima recensione di Sharknado 4.

Titolo: Sharknado: The 4th Awakens
Paese: Stati Uniti
Anno: 2016
Lingua originale: Inglese
Durata: 90 min
Regia: Anthony Ferrante
Sceneggiatura: Thunder Levin
Casa di produzione: Asylum
Cast: Ian Ziering, Tara Reid, Chuck Hittinger, Ryan Newman, David Hasselhof, Tommy Davidson, Imami Hakim, Alexandra Paul, Gena Lee Nolin

Sono passati cinque anni dagli eventi di Sharknado 3 ed il nostro eroe armato di motosega, Fin Shepard, è andato a vivere in Kansas, insieme alla madre e al figlio Gil, in una tenuta rinominata April’s Acres in onore della moglie, creduta morta.

Intanto, grazie ad un dispositivo ideato da Ashton Reynolds, chiamato Astro-Pod, il fenomeno dei tornado di squali sembra essere stato risolto definitivamente.

Lo stesso Reynolds, inoltre, è riuscito a riportare sulla Terra il colonnello Shepard, rimasto sulla Luna alla fine del film precedente.

I guai iniziando quando, insieme alla cugina Gemini, Fin si sposta a Las Vegas per incontrare il figlio Matt, di ritorno dall’Iraq con la moglie Gabrielle. Dalla sabbia, infatti, (sì, dalla sabbia del deserto) si forma un tornado che i sistemi di Reynolds non sono in grado di fermare.

Il tornado si abbatte proprio sull’albergo dove si trova Fin. C’è solo un grosso problema: l’albergo, costruito dallo Reynolds, ha delle vasche piene di squali. Ecco, così, il primo Sharknado di questa pellicola.

Gli Shepard riescono comunque a mettersi in salvo, grazie anche all’abilità del capofamiglia di guidare auto in CGI all’interno di una tempesta, di pilotare barche finte in mezzo ad un’indondazione (anch’essa in CGI) e di uccidere gli squali con un timone.

Inizia così il viaggio in treno verso il Kansas. Lo Sharknado, però, sembra intenzionato a seguire Fin e, ben presto, raccogliendo le rocce del deserto, si trasforma in un roccianado (sì, avete letto bene: un roccianado, o bouldernado nella versione inglese).

Altri tornado di squali si abbattono in tutto il Texas, distruggendo qualsiasi cosa, trasformandosi prima in petrolnado (quando uno di questi colpisce un impianto petrolifero) e poi in fuoconado.

Anche Yellowstone e San Francisco finiscono nel mirino di queste trombe d’aria. Nel parco, addirittura, si assiste alla nascita di un lavanado.

Dopo mille peripezie, auto che non fanno più dei 30 all’ora e squali che si incastrano in gomitoli di spago giganti, l’allegra famigliola riesce ad arrivare in Kansas. Qui, neanche a farlo apposta, si abbatte l’ennesimo Sharknado che, raccogliendo le mucche della fattoria, si trasforma in un muccanado. Nel tentativo di fermarlo, perde la vita Gabrielle.

L’intera fattoria, con dentro Fin, il piccolo Gil e Gemini, viene sollevata e portata a Chicago, dove cade addosso al sindaco che, solo poche scene prima, aveva incolpato di tutto questo lo stesso Shepard.

Qui, gli Shepard scoprono che April è ancora viva e che è stata traformata in una sorta di Iron Woman grazie al lavoro di suo padre.

Nel frattempo, Reynolds è riuscito a potenziare gli Astro-Pod, con i quali è ora in grado di fermare alcune delle trombe d’aria.

Il tornado scoppiato in Kansas, però, riesce a raggiungere prima una centrale elettrica, trasformandosi in un fulminenado, e, successivamente, una centrale nucleare, che lo trasforma in un nuclearnado.

L’unico modo per fermare questa nuova evoluzione è raffreddare la tromba d’aria e, quindi, utilizzare di nuovo i dispositivi della Astro-X. Per farlo, però, è necessaria tantissima acqua: la famiglia, di nuovo al completo, si dirige quindi verso le Cascate del Niagara.

Sharknado 4: il risveglio del trash, quello bello!

Il titolo in lingua originale, Sharkando: The 4th Awakens, è un chiaro riferimento al settimo film della saga di Star Wars. E diciamo che già questo dovrebbe fare capire il livello di trash raggiunto da Asylum, maestra in questo genere di film.

E se gli squali nello spazio e le motoseghe laser del precedente capitolo non vi sono bastati, Sharknado 4 raggiunge il nirvana del trash, il punto di non ritorno, con il tornado radioattivo, mogli cibernetiche che volano come Iron Man ed altri capolavori davvero difficili da immaginare per una persona normale.

Qui, ancora di più che nei precedenti capitoli, la casa produttrice di Burbank ha dimostrato di essere riuscita a trovare il proprio spazio. Il film non si prende sul serio nemmeno per un secondo ed ogni scena risulta sempre più assurda della precedente. Il finale, poi, è semplicemente un capolavoro del cinema spazzatura!

In definitiva, Sharknado 4 è l’apoteosi del trash, il punto più alto mai raggiunto, fino a questo momento, da anima viva.

Preparatevi, però, perché il quinto capitolo, che ho già visto, sarà ancora peggio!

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