Revenant – Redivivo: vogliamo dare l’Oscar a Di Caprio?

Si avvicina la notte degli Oscar e, pur essendo un assoluto profano in tale campo, quest’anno non volevo farmi cogliere impreparato. Quindi, anche se un po’ in ritardo, sono riuscito a guardare Revenant – Redivivo ed ora vi dico cosa ne penso.

Titolo: The Revenant
Lingua originale: Inglese, Francese, Pawnee
Paese: Stati Uniti
Durata: 156 minuti
Genere: Biografico, drammatico
Anno: 2015
Regia: Alejandro González Iñárritu
Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Mark L. Smith
Produttore esecutivo: Paul Green, James Packer, Brett Ratner
Casa di produzione: New Regency Productions, RatPac Entertainment
Distribuzione: 20th Century Fox
Cast: Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, Will Poulter, Forrest Goodluck, Paul Anderson, Lukas Haas, Duane Howard, Brendan Fletcher, Brad Carter, Kristoffer Jones

Trama: Hugh Glass è un trapper, assunto per una battuta di caccia alla ricerca di pelli nel North Dakota. All’improvviso, un gruppo di indiani Arikara attacca il villaggio uccidendo oltre 30 uomini.

Hugh, suo figlio Hawk, il Capitando Henry, il cacciatore Fitzgerald e pochi altri riescono a salvarsi e a nascondere alcune pellicce.

Mentre cercano di tornare indietro, dopo aver abbandonato la barca su cui erano scappati, Hugh viene attaccato da un orso grizzly e rimane gravemente ferito.

Incapace di camminare, viene trasportato su una barella dai suoi compagni; tuttavia, il cammino sempre più impervio e l’inverno in arrivo, rendono sempre più difficoltosa la marcia. Il capitano Henry, quindi, resosi conto che Hugh è ormai in fin di vita, decide di offrire una ricompensa a chiunque resti con il trapper fino alla sua morte, in modo da garantirgli una degna sepoltura. Con lui, oltre al figlio Hawk, decide di rimanere il giovane Bridger ed il cacciatore Fitzgerald (interessato solamente alla ricompensa).

Un giorno, approfittando dell’assenza dei due giovani, recatisi al fiume per raccogliere acqua, Fitzgerald cerca di convincere Hugh ad accettare di morire, dicendo che così avrebbe potuto garantire la salvezza del figlio; Hawk interviene, ma viene ucciso dal cacciatore con una coltellata.

Dopo aver nascosto il corpo, convince con l’inganno Bridger ad andarsene, abbandonando Glass.
Quest’ultimo, però, è ancora vivo e, nonostante le ferite, parte in cerca di vendetta per il proprio figlio.

Revenant: cosa ne penso?

Di solito, quanto commento un film, non mi soffermo più di tanto sugli aspetti tecnici (fotografia, musiche…) a meno che non ci siano erroracci (o orroracci) particolarmente evidenti, preferendo analizzare invece la storia e tutti quegli elementi che anche chi non sa nulla di cinema (come il sottoscritto) riesce a capire.

Di questo film, però, è inutile voler parlare della trama. Non siamo davanti a chissà che cosa, si tratta di una trama molto semplice, forse troppo hollywoodiana rispetto a quella che potrebbe essere la reale storia di Hugh Glass. Trama gestita benissimo, ci mancherebbe, che non fa assolutamente pesare le 2 ore e mezza di film, ma comunque molto, molto esile.

Personalmente, ho avuto l’impressione che Revenant sia stato concepito come film fatto per vincere un sacco di premi. A sostegno di questa mia opinione, ci sono, oltre alle 12 candidature agli Oscar (vogliamo darne uno a DiCaprio, poveretto?), i tre premi vinti ai Golden Globe, cinque ai British Academy Film Award e altri che non sto a nominare.

Obiettivamente, criticare Revenant per la sua trama, o perché “DiCaprio ha parlato pochissimo” dimostra che, molto probabilmente, il film non è stato compreso appieno.

Revenant colpisce, prima di tutto, per le immagini, per gli spettacolari panorami dell’Argentina e della Columbia Britannica, per una fotografia impeccabile e scenografie mozzafiato valorizzate da ottime scelte di regia, in particolare i lunghi piani sequenza tanto cari a Iñárritu.

L’altra colonna portante di questo film è, sicuramente, la performance fisica di Leonardo DiCaprio. Performance per la quale merita, almeno questa volta, l’Oscar. Perché? Perché questo poveraccio si è fatto crescere la barba, ha dovuto recitare con una pelliccia di chissà quanti chili addosso a -30° e con la febbre!

Insomma, che cosa deve fare ancora questo pover’uomo per portarsi a casa una di quelle maledette statuette?

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