Marvel’s The Punisher: il destino di Netflix è nelle mani del Punitore

Dopo una prima stagione di Iron Fist decisamente sottotono e un crossover non all’altezza delle aspettative, il destino del matrimonio tra Netflix e Marvel è nelle mani del Punitore di Jon Bernthal. Riuscirà Marvel’s The Punisher a risollevare le sorti del colosso dello streaming?

Titolo: The Punisher
Formato: Serie TV
Episodi: 13
Durata: 60 min (episodio)
Paese: Stati Uniti
Ideatore: Steve Lightfoot
Soggetto: John Romita Sr.
Rete: Netflix
Anno: 2017
Genere:Azione
Lingua originale: Inglese
Cast: Jon Bernthal, Ebon Moss-Bachrach, Amber Rose Revah, Ben Barnes, Daniel Webber, Jason R. Moore, Deborah Ann Woll, Paul Schulze, Jaime Ray Newman, Michael Nethanson, Josh Stewart, Floriana Lima, Giorgia Whigham

Frank Castle non è un “eroe”, ed è questo il punto di forza della serie!

Sì, lo ammetto: in tutto il panorama supereoristico, ho sempre preferito quei personaggi che si fanno da sé, senza l’intervento di qualche potere magico o esperimenti scientifici andati male.

E The Punisher è uno di questi. Lui è solamente un soldato, estremamente abile sia nel combattimento corpo a corpo che nell’uso delle armi, ma resta una persona senza particolari poteri.

Ma c’è di più: Frank Castle non è un eroe, ma un uomo in cerca di vendetta. Il suo desiderio, che lui stesso ribadisce più volte all’interno della serie, è quello di vendicare la morte della sua famiglia, uccidendo tutti coloro che ne sono coinvolti.

E questo è il vero punto di forza di Marvel’s The Punisher, che, un po’ come la prima stagione di Daredevil, diventa una serie rivolta ad un pubblico più ampio, rispetto agli altri prodotti Marvel/Netflix. Il tema supereoistico sparisce completamente, lasciando spazio all’azione, al mistero e alla rabbia di un protagonista finito, suo malgrado, in qualcosa più grande di lui.

Il cast di Marvel’s The Punisher: una scelta azzeccata!

Jon Bernthal si dimostra la scelta adatta per il ruolo del Punitore e, grazie alla sua fisicità, riesce a trasmettere tutta la furia verso un sistema che lo ha sfruttato per poi privarlo di tutto.

Ad aiutare Frank Castle si aggiunge Micro/David Lieberman (Ebon Moss-Bachrach), ex analista della NSA, dato per morto dopo aver diffuso in un video in cui veniva mostrato un gruppo di soldati americani mentre torturava un prigioniero in Afghanistan.

E così le storie dei due personaggi si intrecciano ed incontrano quella di Dinah Madani (Amber Rose Revah), agente della Homeland Security alla ricerca della verità sulla morte di un suo informatore avvenuta proprio in Afghanistan.

Ed il villain, questa volta, non è un solo personaggio: è lo Stato. È l’America, le organizzazioni che la rappresentano, la CIA, la Anvil del doppiogiochista Billy Russo (Ben Barnes) in combutta con William Rawlins/Agente Orange (Paul Schulze) e Ray Schoonover (Clancy Brown).

Insomma, la cospirazione attorno la quale ruota la serie, i cui dettagli vengono svelati poco a poco, episodio dopo episodio, sembra andare ben oltre i confini di New York.

Tredici episodi, però, sono troppi!

Il grosso difetto della serie, che sembra essere un problema di tutte le produzioni originali del colosso californiano, è l’eccessivo numero di episodi, che tendono a rallentare molto il ritmo di un prodotto che, altrimenti, sarebbe davvero ottimo.

È anche vero, però, che questa volta, i momenti lenti si contano sulle dita di una mano e, nella maggior parte dei casi, si tratta di qualcosa funzionale alla trama, talvolta necessario per fornire un background ad uno o più personaggi.

Nel complesso, con Marvel’s The Punisher, Netflix riesce a regalarci un’ottima serie in grado di risollevare le sorti di un connubio che, negli ultimi tempi, non ci aveva dato nulla di particolarmente entusiasmante.

Guarda Marvel’s The Punisher in streaming su Netflix

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